Citroen C1

La rinnovata Citroën C1 debutta insieme alla Toyota Aygo e alla Peugeot 108 (che prende il posto della 107). Come già succedeva per i precedenti modelli, le tre citycar nascono da un progetto comune e sono realizzate nella stessa fabbrica nella Repubblica Ceca, condividendo la struttura e buona parte della meccanica e degli interni. Tuttavia, oltre che con il “1000” a tre cilindri da 69 cavalli di produzione Toyota (derivato da quello precedente, ma ampiamente rivisto soprattutto per ridurne i consumi), la 108 e la C1 si potranno avere anche con il “1200” Peugeot-Citroën (sempre a tre cilindri, ma con 82 cavalli) dell’auto che abbiamo guidato. Le tre “cugine”, sempre caratterizzate da dimensioni contenute (347 cm di lunghezza, 3 in più di prima ma ben 18 meno di una rivale come la Fiat Panda), si differenziano parecchio nell’aspetto: aggressiva l’Aygo, classica la 108 e simpatica e sbarazzina la Citroën C1. Davvero personale il frontale di quest’ultima, con i fari ovali sormontati dalle altre luci che sembrano delle sottili sopracciglia, e la piccola mascherina con inserti cromati. Più classica, ma sempre gradevole ed equilibrata è la vista laterale, con i finestrini piuttosto piccoli, due ampie nervature di alleggerimento e le forme arrotondate; come in passato, il portellone è interamente in cristallo, affiancato dai due ampi fanali. La versione Airscape, poi, ha anche un tetto apribile in tela molto ampio (misura 80×76 centimetri) e a comando elettrico; si può avere nero, grigio o rosso, aggiungendo un piacevole tocco di colore; non pochi, tuttavia, i 1.000 euro di supplemento rispetto alla versione che ne è priva.
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