Range Rover Evoque

Poco più lunga di una berlina compatta, la “piccola” Range è una suv dall’anima sportiva che abbina notevoli qualità stradali a una buona mobilità nei percorsi accidentati: ha la trazione integrale a controllo elettronico e il sistema Terrain Response per adattarsi ai diversi tipi di fondo. Elegante e lussuosamente rifinita, manifesta, però, qualche fruscio di troppo per colpa dei grandi retrovisori; meriterebbe pure freni più potenti e un baule più spazioso. La Prestige è la versione più ricca e costosa ma, comunque, fa pagare a parte il navigatore.

La Range Rover gioca la carta della suv compatta, ma non si tratta certo di una scelta di ripiego, anzi: nei 437 centimetri di lunghezza della Evoque c’è un concentrato di stile, sia per quanto riguarda la carrozzeria, sia per gli interni. Inoltre, i contenuti tecnici sono di primo piano e le prestazioni notevoli anche con il “meno potente” dei motori disponibili, ossia il 2.2 TD4 da 150 CV della versione provata; in alternativa, questo stesso turbodiesel è proposto anche nella variante da 190 CV, mentre il 2.0 turbo a benzina ne ha addirittura 241.

Secondo la tradizione della casa inglese, la trazione è 4×4 a controllo elettronico e, grazie a una frizione Haldex al retrotreno, “decide” automaticamente se e quanta coppia inviare alle ruote posteriori: su strada aumenta la sicurezza e la sportività (esaltata dalle sospensioni rigide, dai cerchi di 19 pollici e dallo sterzo preciso), mentre quando l’asfalto finisce consente di muoversi con disinvoltura anche in assenza delle marce ridotte.

Del motore si apprezza la prontezza ai bassi regimi, e anche il cambio manuale (quello automatico sequenziale, sempre a sei marce, è optional) è all’altezza della situazione. Mostrano, invece, qualche limite i freni: la loro modesta potenza fa sì che gli spazi d’arresto siano più lunghi della media, mentre la resistenza alla fatica è ineccepibile. Altre pecche sono i fruscii aerodinamici che i grandi specchi retrovisori generano sin dagli 80 km/h e il baule poco spazioso.

Pur essendo il più ricco e costoso, l’allestimento Prestige fa, comunque, pagare a parte (e anche caro) il navigatore. In alternativa c’è la sportiveggiante Dynamic, appena più a buon mercato e con una dotazione simile, ma se si punta a un cospicuo risparmio conviene orientarsi sulla Pure, che fa rinunciare agli interni in pelle ma non al sistema Terrain Response, che attraverso quattro “programmi” di funzionamento permette di ottimizzare il comportamento dell’auto a seconda del tipo di terreno.

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